Tecniche Scout - Fuochi da campo


La sera, al campo o in un'uscita, ha un fascino tutto suo, un'atmosfera particolare che coinvolge tutti e che tutti aspettano con ansia e gioia dopo le fatiche del giorno: il fuoco di bivacco. Il fuoco accompagna solitamente le serate del reparto disposto in cerchio attorno ad esso. Il fuoco è anche un lungo momento comunitario che in genere viene animato dalle 4 tappe, dalle singole squadriglie (a rotazione) oppure dai capi che propongono danze, giochi canti, bans, mimi... Infine, con un momento di riflessione e di preghiera, si concludono le nostre giornate.


Come si accende il fuoco?

Ogni scout e guida che si rispetti sa accendere un fuoco in poco tempo e mantenerlo vivo. Innanzitutto, prima di accingersi ad accendere il fuoco, bisogna ripulire il terreno da foglie, rami ecc... per evitare il propagarsi del fuoco; poi lo si circonda con dei sassi.
Bisogna tenere inoltre in considerazione la direzione del vento e la vicinanza di oggetti che potrebbere prendere fuoco (la tenda, il materiale di squadriglia, un vostro compagno...) e che il fumo non vada a finire dove non volete.

Per poter accendere il fuoco non si può ammucchiare tutta la legna, perché esso deve respirare. Si possono quindi disporre di rametti più secchi e più fini a piramide aggiungendo poco alla volta la legna sempre più grossa, intrecciando i rami fra di loro. Se non si ha a disposizione legna secca, ci si aiuti con della carta asciutta (sacrificando se ve la siete dimenticata, i fogli bianchi del vostro Q.d.C.), con della cera fatta colare sulla legna o scheggiando i rami più grossi.
Dopo che si è usato il fuoco, prima di andarsene, bisogna assicurarsi che sia spento e che non possa più riaccendersi.


Da bravi scout... Senza fiammiferi!

Come prima cosa preparate un'esca molto secca e fine (trucioli, segatura, foglie secche triturate, corteggia secca sminuzzata, corda disfatta, spago, fili di abiti o di bende, garze, ecc.)

Con il Sole e con una lente.

Dirigete con la lente i raggi del sole sull'esca finchè non inizia a fumigare (i raggi si devono concentrare in un piccolo punto luminoso). Soffiateci sopra con delicatezza per farla ardere completamente ed aggiungeteci piccoli rami secchi, fino a quando non ottenete una fiamma abbastanza stabile.

Con la pietra focaia.

Tenete in mano la pietra focaia vicino all'esca. Date poi alla pietra un colpo obliquo con un pezzetto di acciaio oppure col dorso della lama di un coltello. Si produrranno delle scintille che cadranno sopra l'esca e le daranno fuoco. Soffiate moderatamente sul fuoco e alimentatelo con altro combustibile ben secco.

Con lo spago.

Utilizzate un ramo molto secco e perfettamente asciutto. Mettete il bastone sollevato da terra, lasciando lo spazio per lo spago, e posizionate l'esca sotto di esso. Tenete fermo il bastone con un piede e fate scorrere lo spago su e giù fino a quando l'esca non prenderà fuoco.

Con l'archetto.

Materiale occorrente:

  • Un archetto curvo sulle cui estremità va fissata una striscia di cuoio;
  • Un bastone lungo circa 30 cm del diametro di 2 o 3 cm;
  • Una impugnatura di legno duro o di pietra, di circa 5 cm di diametro;
  • Un focolare con alcuni fori, nel quale si metterà l'esca.

I legni migliori sono il nocciolo, l'edera, il tiglio ed il pioppo.
Mettete dell'esca nel focolare e fate ruotare il bastone con l'archetto senza fermarvi neppure per un istante e senza premere sull'impugnatura. Dopo un certo tempo, dal focolare inizierà a salire del fumo e a formarsi una polvere fine e scura. Continuando la rotazione sempre più velocemente si formerà della brace incandescente.

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Aggiornato al 18/10/2008   -   Versione 4.2